Prima colazione. In mattinata visita dello stupefacente Maraya Concert Hall, un avveniristico edificio a specchi che rappresenta un po’ il simbolo del progetto culturale operato dalla Royal Commission per Al Ula.
Si continua con l’esplorazione del sito di Dedan, nome biblico della città menzionata nell’Antico Testamento, abitata da popolazioni protoarabe (Lihyaniti) che tra il 6° e il 2° sec a.C. controllavano questo punto nevralgico delle vie commerciali che attraversavano la penisola arabica; visita delle rovine e del vicino Jabal Ikmah per esplorare le iscrizioni rupestri in un bellissimo scenario roccioso.
La mattinata si conclude con una passeggiata del vecchio villaggio di Al Ula, un labirinto di case sparse in una fitta rete di vicoli fiancheggiate da antiche case di fango usate sin dal XII secolo.
Pranzo.
Nel pomeriggio visita dell’antica HEGRA la città nabatea che assieme a Petra in Giordania era il centro più importante sulla rotta dell’incenso, la via carovaniera che proveniva dal regno della regina di Saba (l’attuale Yemen) e attraverso tutta la penisola arabica consentiva il trasporto delle merci, prodotte tra i monti del sud o importati dall’India, fino al Mediterraneo. I Nabatei erano degli straordinari scultori di rocce e, come a Petra, a Hegra hanno scolpito oltre 100 enormi tombe su pareti rocciose e roccioni isolati nel deserto, la maggior parte delle quali decorate con ingressi maestosi: colonne, capitelli, architravi, aquile e altri simboli, che risaltano in modo sorprendente sulla roccia giallo ocra di queste montagne. Per costruire alcune tombe addirittura sono state tagliate enormi porzioni di montagna. Gli interni purtroppo sono vuoti, depredati da secoli di razzie e presentano solamente nicchie e loculi dove venivano posti i corpi dei morti.
La giornata si conclude inoltrandosi nel deserto circostante, una scenografia unica di formazioni rocciose erose dal vento in forme sempre diverse che fuoriescono dalla sabbia, come il famoso Elephant Rock.
Cena e pernottamento.