E-Commerce e Turismo

E-Commerce e Turismo: una sfida carica di opportunità.

Turismo leader del commercio elettronico.

e-commerce online shopping

I dati presentati al Netcomm eConference Forum 2012 – il più importante appuntamento annuale dedicato proprio all’e-commerce – lo confermano: per il nostro Paese la ricetta “anti-crisi” potrebbe risiedere proprio nel settore degli acquisti on line.

L’economia all’insegna del .com potrebbe difatti rivelarsi un notevole motore economico con volumi di crescita futuri davvero elevati visti i dati emersi da recenti statistiche secondo le quali la percentuale di italiani che acquista on line è in costante crescita (soprattutto se comparata con le cifre del mercato tradizionale, ancora stagnante): solo nel primo trimestre del 2012 le transazioni sono aumentate del 20% rispetto all’anno precedente.

Si tratta di un incremento che coinvolge trasversalmente molti settori, il primato spetta però al comparto turistico.

Davanti a libri, moda e tecnologia i prodotti turistici restano i più richiesti: dal pacchetto vacanza, al biglietto aereo, dall’hotel all’assicurazione di viaggio, l’acquisto di prodotti turistici muove volumi che si aggirano attorno agli 8 milioni di euro annui.

E provando a tracciare un ritratto del consumatore tipo si scopre che, mediamente, ha un’età compresa tra i 24 e i 35 anni, un buon livello di istruzione e utilizza preferibilmente la carta di credito come mezzo di pagamento.

Le motivazioni che muovono l’utente di Internet – sempre meno navigatore e sempre più attento acquirente – a prediligere l’acquisto on line rispetto a quello per così dire “tangibile” sono la possibilità di avere maggiori opportunità di scelta, la mobilità (sono moltissimi gli utenti che grazie al connubio tra applicazioni e telefonia mobile acquistano in qualsiasi momento della giornata e da qualsiasi luogo) e le “offerte esclusive” presenti solo sul web.

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Le perle della Malesia

Borneo – Isola di Mataking: una natura tropicale incontaminata.

Isola MatakingPulau Mataking, così viene chiamata nella lingua locale la piccola isola di Mataking.

Situata nel Borneo Orientale nella regione del Sabah, si affaccia sul Mar di Celebes e fa parte – insieme alle isole di Sipadan, Kapalai, Mabul e Pom Pom delle quali vi racconteremo nei prossimi resoconti di viaggio – del Parco Marino di Semporna.

Volo via Kota Kinabalu fino a Tawau, capitale del Sabah, e via verso il porto di Semporna dal quale leviamo l’ancora alla volta di Mataking…ecco che dopo 40 minuti di navigazione arriviamo in un piccolo Eden di meraviglie naturali…un mare dai colori cangianti, sabbia bianchissima e una vegetazione equatoriale rigogliosa sono la scenografia di un luogo che conserva ancora intatto lo charme di una località poco frequentata o quantomeno non ancora raggiunta dal turismo di massa.

Questa parte dell’Asia, che richiama alla mente le epopee di Sandokan e gli altri personaggi salgariani, è capace di trasmettere ai viaggiatori che decidono di raggiungerla una sensazione di pace e serenità.

E’ la meta ideale per chi è alla ricerca di un mondo incontaminato, inviolato, lontano dal caos e dalla confusione che la vita di tutti i giorni spesso impone; offre l’occasione di concedersi una vacanza all’insegna del relax, Resort Matakingdelle immersioni e del contatto con la natura….non sarà difficile perdere la cognizione del tempo e sentirsi in piena riconciliazione con tutto il creato.

Mataking è una piccola gemma incastonata nel mare la cui estensione è di soli 40 acri, la si può quindi percorrere interamente con una passeggiata di circa 1 ora; è composta in realtà da due piccole isole unite da un lingua di sabbia che affiora durante la bassa marea; Mataking Kecil – questo è il nome della piccola isoletta satellite – completamente disabitata, è il luogo prescelto dalle tartarughe che proprio su queste candide spiagge vengono a deporre le loro uova.

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Vacanze slow – Ecoturismo

Turismo fluviale: Il mondo visto dai fiumi tra percorsi naturalistici ed enogastronomici alla scoperta del territorio

ecoturismo vacanze slow

La navigazione turistica dei fiumi è un vero must nei Paesi del centro Europa.

La Francia è sicuramente uno dei migliori esempi in questo senso: con oltre 8000 km di vie fluviali navigabili offre numerosissime possibilità per andare alla scoperta della natura e del patrimonio artistico dei canali della Bretagna, dell’Alsazia, della Lorena, della Borgogna fino ad arrivare alla conosciutissima Loira a bordo di vere e proprie case alleggianti, usate come luogo di villeggiatura o come mezzo di trasporto.

Anche l’Olanda, l’Irlanda, la Scozia, l’Inghilterra e la Germania godono di una morfologia che si presta perfettamente a questo tipo di turismo.

Alcune città europee si sono addirittura dotate di veri e propri quartieri galleggianti, mi viene in mente Berlino e il Landwehrkanal – il canale artificiale più antico della città – molto amato dai berlinesi.

L’Italia non è certo da meno; gode infatti di un ricchissimo patrimonio di darsene, ville e palazzi con i loro parchi e giardini, borghi sfiorati da corsi d’acqua, percorsi ciclabili e pedonali che accompagnano le rive di fiumi e canali.

Questa forma di turismo alternativo attrae anche nel nostro Paese un numero di persone sempre maggiore: si tratta di turisti alla ricerca di un’esperienza alternativa, desiderosi di fughe slow dalla quotidianità e di riscoprire il territorio attraverso un contatto diretto con la natura.

Si tratta di un turismo che prese avvio negli anni Settanta, ma che oggi purtroppo soffre della scarsa modernizzazione e manutenzione del sistema fluviale.

Il recupero e la cura del nostro sistema fluviale riporterebbe alla luce parti di millenarie vie di comunicazione ancora impraticabili e, soddisfando segmenti sempre più ampi della domanda turistica, produrrebbe notevoli vantaggi in termini di profitto economico.

Ad ogni modo chi ha voglia di scoprire angoli del Bel Paese godendo della mite lentezza di un’imbarcazione non ha che da scegliere: dal Po al Mincio, dalla Laguna Veneta al Naviglio Grande sono moltissime le possibilità per donarsi piacevoli momenti di relax ai quali abbinare, perché no, percorsi enogastronomici (mi viene in mente ad esempio la visita di cantine, vigneti o di aziende agricole con la possibilità di assaggiare o acquistare prodotti locali direttamente dai produttori ) visto che le zone interessate offrono gustosi spunti!

In Veneto si registra una vera riscossa dei fiumi: sono un classico ormai le crociere sul Brenta del Burchiello che, partendo da Padova o Venezia, conducono alla scoperta delle residenze estive della nobiltà veneziana con soste a Villa Pisani, Barchessa Valmarana o Villa Widmann e Villa FoscariMalcontenta, uno dei capolavori di Palladio.

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Francia: Provenza e Camargue…non solo lavanda

 

Dopo aver visto il film Un’ottima annata di Ridley Scott e aver letto il libro Il Profumo di Süskind mi era rimasto un forte desiderio di visitare la Provenza, regione del sud-est della Francia dal fascino Francia Provenza lavandairresistibile.

Nell’immaginario collettivo Provenza significa enormi distese di lavanda, profumi e spezie, castelli e residenze di campagna dove la vita scorre pacifica, il canto delle cicale, vigneti e paesini arroccati.

In effetti è proprio così che la Provenza si presenta, ma la regione custodisce enormi tesori anche al punto di vista storico-artistico: visitarla è come avere una rassegna completa della storia.

A caratterizzarla, infatti, sono stati gli stili e le epoche più diverse: insediamenti primitivi ed incisioni rupestri (le bories, abitazioni in pietra calcarea risalenti al 2000 a.C); anfiteatri, archi trionfali e terme di epoca romana (le arene di Arles e Nimes), edifici religiosi ispirati ai principi di semplicità e rigore propri dell’architettura romanica (Abbaye di Senanque), il papato e il suo prestigio (l’imponente Palazzo di Avignone); ovunque è possibile scovare le tracce di un passato glorioso e turbolento al tempo stesso.

Ed essa stessa fu musa ispiratrice per alcuni tra i più originali pittori del XIX e del XX secolo: a rimanere affascinati dalla particolare intensità della luce e dalla pienezza e brillantezza dei suoi colori furono Cezanne, Van Gogh, Matisse e Picasso.

Molti pittori presero dimora in queste zone dando il via ad una tradizione pittorica che oggi vive ancora nelle numerosissime gallerie, presenti praticamente in quasi ogni città.

Francia Provenza GordesCiò che colpisce forse di più è l’incredibile susseguirsi di villaggi arroccati, i cosiddetti villages perchés.

Disposti su alture o colline, vennero costruiti a scopo di difesa durante il Medioevo – epoca caratterizzata da frequenti lotte armate e tumulti politici; sorgono attorno ad un castello e si sviluppano in un fitto intreccio di stradine e scalinate.

Tra quelli visitati i più suggestivi sono stati sicuramente Gordes e Roussillon. Continua a leggere »

 

OPEN HOUSE ROMA

Quando la città svela i suoi segreti

 
 

logo Open House Roma

 

 

5 e 6 Maggio 2012: porte aperte in 100 edifici solitamente inaccessibili per valorizzare l’architettura antica e moderna.

Primo appuntamento in Italia per Open House, che durante il prossimo weekend approda nella capitale.

Il progetto, organizzato dall’associazione culturale Open City Roma grazie all’accordo di collaborazione con Open House Worldwide sottoscritto nel 2010, permetterà di visitare più di 100 luoghi d’ogni epoca e di interesse mondiale, distribuiti su tutto il territorio capitolino, molti dei quali normalmente inaccessibili perché privati – e quindi spesso sconosciuti – e offrirà un programma di visite gratuite, alcune delle quali in compagnia di architetti e progettisti di strutture contemporanee inserite nel programma.

Il percorso di visita – praticabile a piedi o in bicicletta – prenderà avvio dal centro storico, muovendo poi verso la nuova Stazione Tiburtina sino all’EUR e coinvolgerà numerosissime architetture tra cui Palazzo Madama sede del Senato, la Torre Eurosky, Palazzo Spada sede del Consiglio di Stato, il Museo internazionale MAXXI, la Galleria Nazionale di Palazzo Barberini, l’Accademia Nazionale di San Luca e il famoso “Colosseo Quadrato”(il Palazzo della Civiltà Italiana che con la sua struttura a parallelepipedo realizzata in travertino e cemento armato, deve il suo nome ai 54 archi che presenta su ognuna delle sue quattro facciate).

L’evento, che permetterà di visitare la città eterna in modo inedito ed esclusivo, si propone di sostenere il rinnovamento della capitale con orientamento sostenibile, facendo conoscere esempi di progettazione eco-compatibile.

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