Negli anni ’30 e ’40 la Highway 61 è stata fondamentale nel collegare le aree più rurali del Nord degli USA con le città del delta del Mississippi, che ogni bluesman sognava di raggiungere in cerca di successo, fama e una vita migliore. Moltissimi musicisti hanno seguito questa strada quando si trovava in condizioni ben peggiori delle attuali, per diffondere “la musica del diavolo”, come venne definito il blues. Era nato dai canti degli afromericani nelle piantagioni di cotone: la sera, ballando e cantando senza fine nei locali o “juke joint”, davano voce alla malinconia che si portavano dentro di giorno in giorno, durante il duro lavoro nei campi.

Noi percorreremo la Highway 61 sfruttando le moderne comodità, ma con uno sguardo al passato, in particolare a quello della musica. Partiremo dalla regione del delta del Mississippi, che ha dato i natali ai padri del blues come John Lee Hooker, Robert Johnson, Charlie Patton e Muddy Waters, e concluderemo il viaggio con una deviazione a Nashville.

L’inizio della Highway 61

Il nostro viaggio lungo la Highway 61 inizia a Natchez con le torte fatte in casa di Mammy’s Cupboard.

A Natchez, nello stato del Mississippi, un tempo la strada era sterrata. Noi ci fermiamo per raccogliere le idee al Mammy’s Cupboard, a sud della cittadina. Il diner è ospitato in un edificio tutto rosa che riproduce la gonna di una big Mamie afroamericana sorridente; sulla cima del tetto spunta il busto, con un vassoio in mano, e lei ti accoglie con deliziose torte fatte in casa e la miglior limonata con succo di mirtillo del Sud. Quale miglior modo per iniziare il nostro viaggio!

Natchez merita una breve visita per la sua graziosa architettura neoclassica del XIX secolo, ma si entra pienamente nell’atmosfera blues dirigendosi verso Vicksburg, dove ci si imbatte nella Willie Dixon Way, la strada dedicata al bluesman che qui è nato. Grande contrabbassista, Willie Dixon fu uno dei primi ad approdare a Chicago e a lui si deve la nascita del blues elettrico. Per ascoltare ottimo blues, fermatevi al Bottleneck Blues Bar!

Ci dirigiamo poi a Greenville, la cui via principale, Walnut Street, è percorsa da un marciapiede con scritti i nomi dei musicisti del posto e vanta alcuni dei locali più ambiti di sempre per ascoltare blues, come il Southern Whispers con la sua cucina afromericana. In passato l’epicentro della cultura blues del Delta era però Nelson Street, oggi commemorata da una targa della Mississippi Blues Commission.

Poco distante dal tracciato della Highway 61. Leland ospita un festival di murales a tema blues.

Nella vicina Leland, invece, un progetto chiamato Leland Blues Project promuove un festival di murales a tema blues nella Main Street e gestisce l’Highway 61 Blues Museum, che ospita fotografie d’epoca, discografie e cimeli.

Elmore James e B.B. King

Ci sono canzoni come “Shake your money Maker” che hanno influenzato artisti di tutto il mondo, da George Harrison a Eric Clapton, passando per Steve Ray Vaughan. La scrisse Elmore James, il re dello slide o glissando. La sua tomba è visitabile nel cimitero della chiesa battista di Newport a Ebenezer: la lapide lo raffigura nella posa di un chitarrista che suona lo slide.

Impensabile percorrere la Highway 61 senza fare una deviazione verso il B.B. King Museum di Indianola.

Raggiungiamo quindi Indianola per un tributo a B.B. King, che qui crebbe cantando gospel e partecipando ogni anno al Blues Festival cittadino. Il B.B. King Museum ripercorre tutta la sua vita con filmati, chitarre e persino la ricostruzione dell’edificio in mattoni in cui King lavorò negli anni ’40.

Un salto nel passato

I juke joint erano una tipicità qui nel Sud: locali gestiti da afromericani, furono l’essenza stessa della musica bluesA Merigold se ne può visitare uno degli ultimi rimasti nella forma originale, il Po’ Monkey’s Lounge, dove il blues vi fa tornare indietro nel tempo. Oggi però il locale è aperto solo un giorno a settimana, il giovedì.

Per rivivere il passato della Highway 61 programmate un giovedì all'ultimo dei juke joint il "Po’ Monkey’s Lounge".

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