Come si diventa consulente di viaggio? Non serve una laurea, non serve un diploma, e nemmeno un’abilitazione o un attestato. E allora chi è il consulente di viaggio? Perché alla fin fine, in realtà, lo siamo un po’ tutti, almeno di noi stessi, ogni volta che decidiamo dove andare in vacanza, scegliamo un hotel, consigliamo una destinazione a un amico.

E allora che cos’ha di diverso il consulente di viaggio “vero”, quello che lo fa di mestiere? Lo riconosci da tanti particolari.

Per esempio, quando vede passare un aereo, non può fare a meno di seguirlo per un po’ con lo sguardo, e in quel momento ti accorgi che non è più lì, ma in mille posti diversi; cerca di indovinare dove atterrerà l’aereo, immagina posti esotici e, comunque, vorrebbe essere lassù, perché l’importante è andare.

Quando un consulente di viaggio vedere passare un aereo si chiede dove atterrerà e si immagina posti esotici.

Oppure lo riconosci perché, mentre torna da un viaggio, sta già pensando alla prossima meta; ma non la sceglie a caso: nella sua testa ha già bene impressa una lista di posti che lo impegnerà per i prossimi vent’anni e che si allunga di continuo.

Ogni volta che organizza un viaggio per qualcuno, ci mette tutta la sua passione e il suo entusiasmo, come se lo stesse organizzando per se stesso, così alla fine è come se partisse un po’ anche lui. In realtà, però, quello che davvero ha ottenuto è solo di aggiungere un nuovo posto da visitare o da rivedere nel suo elenco.

Ogni volta che organizza un viaggio per qualcuno, il consulente di viaggio ci mette tutta la sua passione e il suo entusiasmo, come se lo stesse organizzando per se stesso.

E la sera, quando smette di lavorare, si sente quasi in colpa, perché non ce la fa proprio a considerare quello del consulente di viaggio un lavoro. E la domanda “che cos’hai fatto oggi?” gli crea imbarazzo, lo mette un po’ in difficoltà, perché la tentazione è quella di rispondere “mi sono divertito”.

Il consulente di viaggio ama viaggiare e viaggia molto. Questo girovagare gli lascia qualcosa. Gli lascia una grande curiosità e un bisogno di cambiamento che lo accompagna costantemente. E il modo migliore per soddisfarlo è proprio viaggiare. Perché viaggiare fa cambiare prospettiva, scoprire aspetti del mondo sempre nuovi e conoscere persone incredibili ognuna con la sua storia, i suoi usi e costumi, che sul consulente esercitano un fascino particolare.

Viaggiare fa cambiare prospettiva, scoprire aspetti del mondo sempre nuovi e conoscere persone incredibili ognuna con la sua storia, i suoi usi e costumi, che sul consulente esercitano un fascino particolare.

Quando è in viaggio, ogni sera scrive qualche appunto sulla giornata trascorsa, cercando di annotare le emozioni e le sensazioni, per portarsele a casa insieme alle fotografie e, soprattutto, ai ricordi. Talvolta poi trasforma queste sue relazioni in articoli per un blog.

Quando non può viaggiare, si consola seguendo corsi di formazione sulle destinazioni, che solitamente sono proposti dagli enti del turismo dei vari paesi: così ottiene un sacco di attestati, del tutto inutili, ma che gli danno grande soddisfazione.

Oppure partecipa ai Travel Open Day, giornate dedicate a una destinazione che danno l’opportunità di conoscere tour operator locali senza uscire dall’Italia, perché vengono loro qui. Queste giornate gli piacciono particolarmente, non solo per il pranzo a buffet gratuito, ma soprattutto perché si parla sempre inglese con persone straniere, e così ha come l’impressione di essere all’estero, si sente in viaggio, ed è contento.

I Travel Open Day, giornate dedicate a una destinazione che danno l’opportunità di conoscere tour operator locali senza uscire dall’Italia.

Insomma, per concludere: lascia che le conoscenze di un consulente di viaggio e soprattutto il suo entusiasmo non solo per i viaggi in sé ma anche per i “preparativi” ti siano utili per organizzare al meglio la tua vacanza ideale. Oppure prova uno dei viaggi che un consulente ha organizzato per sé e che ha messo a disposizione di tutti. Così, quando sarai in viaggio, ti sembrerà che ci sia un po’ anche lui.