Genitori e figli adolescenti? Le vacanze insieme sono impossibili! A meno che non si trasformi il viaggio in avventura: decidere che tra due giorni si parte in auto da Reggio Emilia, anche se si è a metà agosto e non si è prenotato nulla, perché qualcuno in famiglia vuole arrivare a Santiago de Compostela percorrendo la costa settentrionale della Spagna e nessuno ha nulla in contrario, anzi vorrebbe rientrare in Italia passando da Madrid, Valencia e Barcellona. E papà, che ha lavorato in Costa Azzurra, dice che si dovrebbe fare un’ultima sosta a Grasse per conoscere l’arte profumiera.

Si viaggia anche di notte, con mamma e papà che si alternano alla guida per attraversare la Francia in nottata e arrivare subito in Spagna. La costa settentrionale, tra San Sebastian e Gijón, si percorre in giornata seguendo la E70, che resta sempre affacciata sul mare e offre una visuale rilassante, fatta solo di acqua e insenature. Ci si può fermare a Bilbao e a Santander per mangiare paella e tapas e bere qualcosa di fresco, ma si rinuncia al bagno a causa del vento e delle temperature oceaniche dell’acqua, tanto si può recuperare sul fronte mediterraneo al ritorno.

La costa settentrionale della Spagna, tra San Sebastian e Gijón, si percorrere in giornata seguendo la E70, che resta sempre affacciata sul mare e offre una visuale rilassante, fatta solo di acqua e insenature.

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Lungo la strada mamma prenota una struttura a Santiago de Compostela. È il 15 agosto e si trova comunque una camera per quattro in un piccolo centro turistico sulla cima della collina che domina la città. Si scopre per caso che quella è l’ultima tappa del Cammino di molti viandanti, così si acquista la Credenziale alla reception e si chiede il timbro, ricordo di un arrivo e auspicio per una nuova partenza: i sentieri tracciati del Cammino di Santiago sono una miriade, e ciascuno si può costruire il proprio personalissimo percorso trascurando quelli più frequentati.

La cattedrale purtroppo è chiusa, ma visitare la cittadina merita in ogni caso. Viuzze in saliscendi, case piccole e fiumi di pellegrini che arrivano con ogni mezzo da ogni parte del mondo e si salutano, come amici che finalmente si incontrano nel momento tanto atteso. Ci si sente immersi in un mistero. Forse è questa la spiritualità, un’atmosfera palpabile ma difficile da afferrare, nonostante l’anonimato di ognuno nella folla e la possibilità che sia la modernità a rendere questo luogo così desiderato.

Se la cattedrale di Santiago fosse chiusa, visitare la cittadina merita in ogni caso. Viuzze in saliscendi, case piccole e fiumi di pellegrini che arrivano con ogni mezzo da ogni parte del mondo e si salutano, come amici che finalmente si incontrano nel momento tanto atteso.

Photo by gustavoboulhosa on Pixabay 

 

Finisterre dista poco più di un’ora di auto da Santiago ma è un altro mondo. Arrivi con il sole, fotografi il cippo con il chilometro zero del Cammino, ti avvicini al faro e poi, all’improvviso, arrivano la nebbia e una pioggerella fine fine che cancellano tutto, anche l’orizzonte. Mai sperare nel bel tempo a Finisterre se ci si vuole stupire di quanto possa essere azzeccato il suo nome.

Partire senza programmi consente di scegliere la direzione strada facendo, come pensare di invadere il Portogallo per arrivare fino a Porto e poi decidere che sarà la meta di un altro viaggio e inoltrarsi nell’entroterra brullo e arido della Spagna, dove a fiorire sono solo le distese di pale eoliche. Il paesaggio non cambia fino a che non si arriva a Madrid, bella e imponente, pronta ad annunciare che è lei la capitale. A quel punto il viaggio prende un nuovo ritmo, perché si salta in sella ai monopattini elettrici per visitare ogni angolo della città sfruttando le corsie dedicate. Insieme al monopattino viene consegnata una mappa che indica il senso di circolazione e le aree non accessibili; è bene prestare attenzione perché i vigili non esitano a richiamare all’ordine.

A Madrid il viaggio prende un nuovo ritmo, perché si salta in sella ai monopattini elettrici per visitare ogni angolo della città sfruttando le corsie dedicate.

Photo by Patrizia Riccò

 

Serve una notte per raggiungere Valencia da Madrid, attraversando il paesaggio ormai famigliare abitato da aridità e pale eoliche. Visitata rapidamente la vecchia Valencia, non si riesce a sfuggire al richiamo della Città della Scienza con la sua architettura fatta di scheletri bianchi, caschi spaziali (o elmi di guerrieri?) e piscine verde acqua, che nel caldo di agosto offrono refrigerio solo a guardarle. L’intermezzo ideale tra la solennità di Madrid e la frivolezza di Barcellona.

Il capoluogo della Catalogna è caldissimo: il caldo si combatte risparmiando le forze a bordo dei monopattini elettrici e noleggiando le biciclette per raggiungere il lungomare e farsi un tuffo nel Mediterraneo. La sera passa in fretta, al ritmo della movida de La Rambla. Per riuscire a visitare la Sagrada Familia serve prenotare l’ingresso almeno una settimana prima, ma fermarsi a fotografarla dall’esterno non significa accontentarsi (anche perché ci vuole impegno per farla stare tutta in un’unica inquadratura). Se non si possono fare programmi, si può andare sul sicuro con una visita a La Boqueria, il mercato coperto che usa frutta, cioccolato e caramelle come elemento base per architetture colorate e golose con effetto ipnotico.

Se non si possono fare programmi, a Barcellona si può andare sul sicuro con una visita a La Boqueria, il mercato coperto che usa frutta, cioccolato e caramelle come elemento base per architetture colorate e golose con effetto ipnotico.

Photo by marchioni on Pixabay 

 

La fine del viaggio si avvicina, insieme alla ripresa della routine: il 21 agosto si deve essere a Reggio Emilia per il primo allenamento di basket di uno dei figli. Ma non bisogna mai lasciarsi scappare nessuna occasione, quindi sulla strada verso casa si fa sosta in Costa Azzurra. Oltre il lusso di Nizza e Montecarlo si nasconde Grasse. Nello stabilimento dell’antica profumeria Fragonard si può vedere da vicino il lavoro dei nasi, i mastri profumieri, che miscelano anche più di cinquanta essenze per creare una nuova fragranza. “Altro che infuso di un paio d’erbe come pensava mamma!”, scherzeranno i ragazzi mentre mamma racconterà del viaggio a un’amica. Perché l’avventura è piaciuta talmente tanto, e non solo ai ragazzi, che tutti cercano una scusa per far capire che è il caso di ripeterla.