I viaggi e la musica sono da sempre legati fra loro. Perché la musica è un viaggio, di emozioni e di pensieri, che ti può trasportare verso mete inizialmente solo sognate. Ad esempio pensi al blues e ti trovi a New Orleans, nel profondo Sud americano, pieno di storie di disperazione e speranza. Poi cambi disco, ascolti Hotel California degli Eagles ed ecco che puoi vedere chiaramente la spiaggia californiana e sentire il sole sulla tua pelle.

Oggi iniziamo il nostro viaggio musicale partendo dagli Stati Uniti, che offrono itinerari dai più classici ai più bizzarri, per rivivere un pezzetto di storia della musica e non solo. Ma questo è solo l’inizio.

Il Texas imperdibile

Ad Austin, nel profondo Sud americano, una statua si erge in memoria del famoso chitarrista Steve Ray Vaughan.

Il Texas è famoso per le città di Houston, Dallas e San Antonio, ma nasconde anche i luoghi che hanno reso famoso il sound texano. Lubbok ha dato i natali a Buddy Holly, re indiscusso del rock n’roll negli anni ‘50. Ad Austin una statua si erge in memoria del famoso chitarrista Steve Ray Vaughan e a marzo vi si svolge uno dei festival più coinvolgenti del genere country rock. In un paesino che si affaccia sul Golfo del Messico, Porth Artur, è possibile visitare il luogo di nascita di Janis Joplin, vedere la sua casa con la famosa targa e visitare il Museum of the Gulf Coast, che ha un stanza dedicata a lei con dischi, suoi quadri, fotografie e la copia della Porsche che lei dipinse.

Il Museum of the Gulf Coast ha un stanza dedicata a Janis Joplin con dischi, suoi quadri, fotografie e la copia della Porsche che lei dipinse.

New York

Cosa manca a New York? Di certo non la musica. Se blues e jazz dominano la scena musicale della metropoli, non mancano locali di tutti i tipi e per tutte le età.

Il quartiere di Harlem è stato un grande centro culturale afroamericano “a cielo aperto” e ha avuto un’importanza storica per il jazz: negli anni ’20 la Lennox Avenue e la Seventh Avenue accoglievano almeno 20 locali jazz; qui fu scoperto il talento della giovane Billie Holiday quando aveva solo 17 anni. Chi ama il jazz non può assolutamente perdersi il National Jazz Museum, vera mecca per gli appassionati.

Cosa manca a New York? Di certo non la musica. Se blues & jazz dominano la scena musicale della metropoli, non mancano locali di tutti i tipi e per tutte le età.

Anche il Greenwich Village è un quartiere ricco di club jazz, ma non solo. Se sei alla ricerca di un’atmosfera più blues, infatti, puoi puntare al Terra Blues. Affacciato su Bleecker Street, questo saloon ospita il miglior blues da oltre 20 anni.

Come non citare il quartiere di Bowery. Molto piccolo, si snoda tra Lower East Side, Chinatown e Little Italy. Si tratta di uno dei più antichi insediamenti della città ed era il punto d’arrivo dei migranti. Nato come quartiere poco raccomandabile, terra di gang, spacciatori e gioco d’azzardo, vide fiorire teatri e locali musicali all’avanguardia. Probabilmente è stata proprio la musica a risollevare il quartiere che, infatti, ora è diventato un luogo altamente sicuro.

Negli anni ‘70 il club CBGB & OMFUG, nato per la country music, diventò il locale d’eccellenza della musica punk.

Negli anni ‘70 il club CBGB & OMFUG, acronimo di Country Blue Grass Blues and Other Music For Uplifting Gourmandizers”, nato inizialmente per la country music, diventò il locale d’eccellenza della musica punk: Blondie, Iggie Pop, Ramones, Sting, solo per citarne alcuni, hanno calcato il palcoscenico del club all’inizio della loro carriera. Il locale ha chiuso definitivamente nel 2005, ma ancora oggi ragazzi da tutto il mondo vi si recano per un omaggio alla musica.

New York è una città incredibile: in ogni angolo, in ogni strada puoi ascoltare musica. E anche in ogni chiesa: un’esperienza unica è assistere ad un rito gospel con i suoi canti e le voci strepitose dei suoi cori.

Woodstoock

A poche ore dalla metropoli newyorkese si trova Bethel, dove ha avuto luogo il festival di Woodstock

A poche ore dalla metropoli newyorkese si trova Bethel, dove ha avuto luogo il festival di Woodstock. C’è un’atmosfera quasi mistica qui. Non si ricorda solo un grande concerto, ma il movimento pacifista creato dagli hippy per protestare contro le istituzioni che sostenevano l’utilizzo delle armi nucleari e la Guerra del Vietnam.

Documentari, film, oggetti d’epoca, fotografie, poster, dischi, memorabilia e testimonianze personali: qualunque cosa di quell’epoca diventa a Bethel reliquia della controcultura giovanile con lo slogan Peace & Love ed è custodito in un museo dedicato.

Woodstock è anche il nome di una cittadina che si trova a pochi chilometri da Bethel. Qui sembra che il tempo si sia fermato: hippy, artisti e musicisti vi faranno rivivere quei mitici anni.

A Woodstock sembra che il tempo si sia fermato: hippy, artisti e musicisti vi faranno rivivere i mitici anni '70.

Gli Stati Uniti hanno ancora molto da raccontare a livello musicale. La prossima volta partiremo dal profondo Sud per conoscere le radici del blues.